Storia

Fulvio NorelliFulvio Norelli, poco più che sedicenne nel 1966, era un ragazzo come tanti appassionato di motociclismo e di tecnica motoristica, che trascorreva il tempo libero dallo studio in compagnia di amici armeggiando attorno a motociclette, smontando e rimontando motori ed assistendo entusiasta alle gare di motoregolarità, allora meno frequenti di oggi.
Era estate e gli echi della “Valli” da poco conclusasi a Scano non erano ancora spenti.
Salewski e Uhlig con le loro “MZ” ci avevano lasciati sbigottiti per la potenza dei mezzi, i piloti italiani in gara, non accasati, si erano difesi onorevolmente ed il Moto Club Bergamo, che era sempre stato il vanto del FMI, si era ancora una volta guadagnato l’appellativo di fucina di campioni.
All’ombra di questi episodi, ormai passati alla storia, il gruppo di amici, in prevalenza di Città Alta, si radunava in Valtesse dove aveva scelto come proprio ritrovo una casa semi diroccata non a torto soprannominata “La Topaia” .
Impegnati com’erano tra commenti sportivi e scorazzate in motocicletta, le vacanze sfuggivano loro di mano e già si respirava l’aria di scuola.
Improvvisamente, all’inizio di settembre, Fulvio si ammalò e morì lasciando parenti ed amici, quegli amici che con lui avevano diviso le ore più liete, increduli ed incapaci di accettare l’idea che lui li avesse lasciati per sempre.
Non più tardi di venti giorni dalla sua scomparsa organizzarono, cioè la scuderia La Topaia organizzò, una garetta come dire… di contrabbando, nascosta nei boschi tra Castagneta e Valmarina; in palio c’era la prima coppa Fulvio Norelli e la partecipazione era limitata ai motocicli della classe 50 cc.
Tralasciamo di riferire la cronaca di quella manifestazione, avversata tra l’altro da un tempo pessimo, ma è rilevante notare come ai primi posti finirono tre ragazzi dei quali si parlò spesso in seguito: Ezio Dall’Ara, Sergio Gentili e Alberto Sangalli.

Naturalmente questa vicenda non passò inosservata e, giunta all’orecchio del buon Sig. Gino Reguzzi, dopo una prima romanzina, ci fu la proposta di riunire i ragazzi in una nuova sezione del Moto Club.
Viste le premesse era altrettanto ovvio che la nuova società fosse intitolata a Fulvio Norelli e così, all’inizio del 1967, si costituì con poco più di una ventina di soci la sezione giovanile e studentesca “Fulvio Norelli”.
Fu proprio lo spirito di questa iniziativa la base del successo della Norelli, perché fino ad allora la motoregolarità era pressoché monopolio di piloti non certo molto giovani, mentre i ragazzi vivevano l’entusiasmo delle gare solo come spettatori.
Il 1967 fu il primo anno di attività e, alla partenza sui campi di gara, accanto ai grandi nomi, figurarono anonimi ragazzini quindicenni pieni di fiducia, non scoraggiati dinanzi ai big nazionali e, soprattutto, felici di poter esprimere liberamente se stessi.

Foto di Gruppo 67

Ovviamente i risultati non arrivarono subito, anche per le condizioni di preparazione e di qualità dei mezzi che rasentavano l’empirismo. Si trattava in maggioranza di motocicli della classe 50cc di fabbricazione italiana quali Testi, FBM, Gerosa, Itom e via dicendo, che dovevano essere preparati privatamente e non offrivano sufficienti garanzie di tenuta. Ciononostante Gentili su “Romeo FBM 50” fece miracoli comportandosi ottimamente nel “Trofeo FMI”.

I primi risultati di rilievo giunsero nel 1970: “Trofeo FMI” classe 50cc a Sogliani Wolmer su Hercules e classe 100cc a Renato Bucì Foresti, su Morini.
Dal 1971 si sono avvicendati altri nomi di rilievo passati poi sulla bocca di tutti, quali Renato Foresti, debuttante a S. Omobono nel 69 su Gerosa, Andreini Guglielmo detto Bigù e Franco Gualdi.
Accanto a questi altre nuove scoperte, come Ezio Dall’Ara, Alberto Sangalli, Ermanno Masseroni, Raffa Ghilardi, Dialma Bizioli, Adriano Rosa, Aldo Corbani, Virginio Usnaghi, Fulvio Altini e tanti altri. E poi alcuni passati a noi da altre società, quali: Oldrati, Cisco Gavazzi, Bettoni, Bernini Pasquale, Paolo Magri e, per il 1976, il compianto GianPaolo Marinoni e Comotti.
Una grande soddisfazione per i ragazzi della direzione sportiva aver scoperto e allevato dei campioni anche se con una punta di amarezza perché, non appena svezzati e raggiunta la fama nazionale, i nostri “manici” fatti in casa, sono costretti a lasciare la strada del dilettantismo che li ha lanciati per intraprendere quella più redditizia del professionismo passando ad altre società, rimpiangendo magari i bei tempi degli inizi.
Il tutto all’insegna del motto “Siamo forti, siamo belli, siamo quelli della Norelli” e corriamo per divertirci.


Trofeo NorelliParallelamente all’assistenza in gara, i giovani dirigenti, nell’intento di ricordare Fulvio, hanno ripetuto la tradizione della gara a lui dedicata organizzando il “Trofeo Norelli” dal 1969 al 1973 come prova di motoregolarità e, nel 1975, contribuendo attivamente all’organizzazione del “Trofeo Aldo Dall’Ara” di trial, ricordando in tal modo la figura di papà Dall’Ara che sempre aveva tifato per loro.
Parlare della Norelli e non citare la Valli sarebbe veramente una grave dimenticanza: per i ragazzi della Norelli, inizialmente tutti abitanti in Città Alta, la Valli era la loro gara: dall’atmosfera dei giorni precedenti con i piloti in tenuta da spiaggia intenti alla messa a punto dei mezzi, alla partenza alle prime luci dell’alba, nella pittoresca cornice di Sant’Agostino. Si spiega in tal modo come sia ormai tradizione affidare ai ragazzi della Norelli il parco chiuso e le operazioni preliminari di verifica della Valli e ciò dal 1967 fino ad oggi.
Sotto la direzione dell’abile Gino Reguzzi i piloti alle prime armi lasciano le loro moto e si trasformano in verificatori attenti facendo così la conoscenza con regolamenti che avrebbero altrimenti ignorato.

Ci siamo lasciti alle spalle un 74 ed un 75 ricchi di soddisfazioni per la Norelli: nel 74 la vittoria del “Trofeo FMI” a squadre; nel 75 l’arrivo in finale del “Trofeo FMI” della squadra, il secondo posto del MCB al campionato italiano con la squadra composta da piloti Norelli e, sempre a squadre, con Fausto Oldrati, Franco Gualdi e Paolo Magri la conquista dell’ambito “Trofeo d’oro Lucio e Levo Reggiani” nell’ultima edizione della Valli.
Inoltre non sono mancati ottimi piazzamenti individuali con le medaglie d’oro di Oldrati e Gualdi alla Sei Giorni, l’assoluto alla Valli di Gualdi, terzo anche al Campionato Europeo ed al Campionato Italiano classe 125cc e quindi il terzo posto al Campionato Italiano classe 100cc di Walter Bettoni.
Forte di questi trascorsi e dell’entusiasmo che l’ha sempre caratterizzata, la Norelli ha tutte le carte in regola per affrontare serenamente la sua decima stagione di gare, sicura di riportare, come sempre, risultati di rilievo.

Enzo Paris

Tratto da: “Moto Club Bergamo” Periodico Bimestrale N. 1 del 1976