RACCONTO DI UN POMERIGGIO SPECIALE

Perduti ancora nel grigio disordine della settimana, il sabato ci prende e ci riversa colori negli occhi e ride insieme a noi. La gente passa il suo tempo ad aspettare qualcosa: da ragazzi si aspetta tutta la settimana purchè arrivi il sabato, perché il sabato usciti da scuola si è liberi di fancazzare per poter poi recuperare la domenica.
E’ in quel periodo della vita si impara che il sabato non è degno di essere vissuto se non lo si spende a fare qualcosa di completamente inutile.
Oggi, con i “ragazzi” della Norelli ci siamo trovati a fare questo qualcosa di veramente inutile: abbiamo inaugurato tutti insieme la Panchina Giallonera, là, in Colle Aperto.
C’erano loro, il nucleo storico di Città Alta, che quasi quasi erano imbarazzati da tanti amici sono arrivati al cazzeggio del sabato pomeriggio.
Un rave-party attorno alla panchina di quei ragazzi ormai senza tempo che, quindicenni, il sabato pomeriggio guidano motorini truccati, giocano a rincorrersi, fumano (sicuramente di nascosto) e rimandano al lunedì i problemi di scuola.
E nei giorni feriali la mamma magari li passa a prendere a scuola.
Eccoli lì: Massimo Sironi emozionato e agitato, Roberto Biza che se ne sta in disparte come se fosse passato per caso, Enzo Paris che ama le auto ma ha passato una vita tra le moto perché gli amici contano più di quattro ruote.
E poi tutti gli altri della Norelli che in questi 50 anni di Club scapestrato si sono avvicinati, allontanati, ma hanno dato l’anima, praticato uno sport vero e lasciato la gioventù.
Al microfono l’animatore Valter Andreoli ha invitato per due parole i personaggi più in vista della Norelli: Paolo Sesti, presidente uscente della FMI, Valerio Bettoni dalla Provincia di Bergamo, Giovanni Sala pilota mondiale degli anni ’90, la signora Loredana Poli, assessore alla cultura e allo sport del Comune di Bergamo e tutti gli altri che per il freddo o l’emozione hanno fatto come da ragazzi: due parole e via.
Uno su tutti, conciso e riservato ma sempre a segno: Guglielmo Andreini, campionissimo degli anni ’70 e ’80.
“Io sono stato della Norelli da ragazzo: le piante si raddrizzano da virgulti e forse è per merito della Scuderia che poi ho fatto bene. Bella questa panchina!”
Questo è stato un vero sabato pomeriggio passato a fare qualcosa di inutile: ritornare dal Kenia e mollare la famiglia all’aeroporto, cercare di indossare le vecchie maglie maglie e giacche che non passano nemmeno a fare le dita affusolate, rubarsi il posto per un selfie su una panchina che è adesso è davvero troppo bella rispetto alle altre. E poi farsi un vin brulé alla Marianna stando fuori al freddo, perché la Panchina è fuori, anche se poi ce la portiamo dentro.

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